Giorgio Vasta: un disegno per Book Pride

Pubblicato da Rosa Carnevale 19 ottobre 2017
giorgio vasta 2
Giorgio Vasta
“Abbiamo continuamente a che fare con una sorta di brusio, di rumore di fondo che ci distrae nella vita di tutti i giorni. Quello a cui tengo particolarmente è che la proposta culturale che faremo abbia la forma chiara di un disegno. Anche se transitorio, labile ma che riesca a contrastare questo rumore, facendo emergere un senso, un’idea di realtà. Mi piacerebbe che una manifestazione letteraria di questo genere aggiungesse una diottria allo sguardo di ognuno di noi”.
 
Giorgio Vasta pesa le parole, le scandisce in maniera analitica, nitida. Scrittore, editor, organizzatore di eventi culturali, ci racconta telefonicamente la sua nuova avventura da neo direttore di Book Pride, fiera nazionale dell'editoria indipendente organizzata da ODEI- Osservatorio degli Editori indipendenti. Ormai un appuntamento fisso per chi ama i libri e gravita intorno a Milano e che Vasta sta già vestendo di nuovi significati.
 
Alla sua quarta edizione, Book Pride nel 2018 sarà ospitata dal 23 al 25 marzo 2018 negli spazi ex Ansaldo di Base Milano e avrà per tema 'Tutti i viventi’. Intanto però, dal 20 al 22 ottobre, la manifestazione debutterà a Genova, nella sede di Palazzo Ducale. Quella ligure, con oltre 70 case editrici presenti in una tre giorni scandita da più di 100 eventi tra presentazioni, incontri e dibattiti, sarà un assaggio della kermesse meneghina. Si tratta del primo appuntamento del viaggio di Book Pride per l’Italia per promuovere e dare visibilità all’editoria indipendente anche in altre città.
 
bookpride_milano_2016_6
FOTO di: Emanuel Balbinot e Alessia Zampieri
 
“Book Pride ha il suo quartier generale a Milano ma avrebbe senso intendere la manifestazione anche come una sorta di metodo”, ci racconta Giorgio Vasta, “E il metodo è applicabile in sedi differenti. Stiamo studiando la fattibilità di altri Book Pride in giro per l’Italia e ci auguriamo che nel 2018 saranno almeno tre gli appuntamenti che riusciremo a presentare”.
 
Per contrastare la crisi dell’editoria c’è bisogno di “fare rete”. Proprio da queste esigenza, quando le case editrici indipendenti e i piccoli marchi editoriali italiani hanno deciso di dialogare tra loro, non sentendosi più rappresentati da AIE, l’Associazione Italiana Editori è nata ODEI, presieduta da Gino Iacobelli. Poi è stata la volta di Book Pride che a Milano ha già visto tre edizioni, portando l’ “orgoglio per i libri” a risultati sorprendenti e spesso inaspettati.
 
“Le fiere sono momenti espositivi che per le case editrici indipendenti sono come gli enzimi, degli acceleratori di esposizione, di percepibilità da parte dei potenziali lettori”, racconta ancora Vasta. Spesso, per una serie di ragioni differenti, i piccoli editori (che poi tanto piccoli non sono, trattandosi di marchi come E/O, Minimum Fax ecc) hanno infatti uno spazio ridotto all’interno delle librerie tradizionali. Le fiere diventano un’occasione fondamentale per far conoscere il proprio catalogo e mostrare anche al pubblico come si lavora.
 
BOOk PRIDE
 
“Solitamente facciamo valere la nozione di autorialità per chi scrive un libro ma gli editori indipendenti sono anch’essi indiscutibilmente degli autori. Dovremmo imparare a estendere l’autorialità all’editore e, ancora oltre, allo stesso lettore. Chiunque provi a muoversi all’intero di uno scenario con più consapevolezza possibile, entrando in una libreria indipendente o individuando un libro che magari non è più a banco, sta compiendo un’azione autoriale. Il mio desiderio è che questa facoltà di essere autori delle proprie azioni e scelte culturali si estenda il più possibile”, confessa Vasta.
 
Per il suo Book Pride ha già iniziato a ragionare. Partendo dallo spazio fisico di Base che sarà allestito con la collaborazione degli studenti della NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. “Mi piacerebbe costruire la fiera allo stesso modo in cui si costruisce un libro, con lo stesso scrupolo con il quale una casa editrice dà forma a un testo. Dalla grammatura della carta, al layout della pagina, nulla è accidentale o inerziale ma viene pensato e deciso con scrupolo”. Così sarà anche per l’evento in arrivo a marzo. Alle spalle Vasta ha la forza di un’esperienza come “Roland. Macchine Animali”, la prima manifestazione letteraria a prendere forma dopo numerose discussioni che avevano fatto emergere la necessità di dare vita a un festival letterario a Milano. Curato da Vasta insieme a Marco Peano, Matteo B. Bianchi e Francesca Manzoni, Roland era ospitato nello spazio di Assab One a Milano, un luogo molto diverso da quelli in cui siamo abituati a frequentare fiere e festival letterari, legato più che altro all’arte contemporanea e alla fotografia. “Roland è stata una delle cose più belle che mi sia capitata di curare perché effettivamente avevamo la possibilità di ragionare con calma sui contenuti. Non c’era un vincolo legato alle uscite editoriali, non dovevamo fare presentazioni di libri e avevamo un vantaggio che coincideva con i limiti di quell’esperienza: lo spazio ci imponeva una misura nella programmazione”.
 
Quindi pochi incontri senza contemporanee e, soprattutto, un pubblico in grado di metabolizzare questo tipo di proposte. “La risposta di Milano e del pubblico era incredibile: alle tre di pomeriggio di un sabato di fine settembre trovare cento persone che vengono ad ascoltare un incontro su come funziona la distribuzione è stato entusiasmante e sorprendente allo stesso tempo”.
 
Eppure, oggi, non si può fare a meno di soffermarsi su questo dato. Se si mettono in relazione il successo dei festival e la sofferenza delle vendite i conti non tornano. Le fiere e egli eventi dedicati al libro sono spesso pieni e partecipati ma le librerie rimangono ancora vuote. Sembrerebbe quasi che il culto dell’incontro con l’autore abbia superato di gran lunga il gesto di comprarsi un libro in autonomia.
 
“In gran parte è vero. A volte l’incontro con l’autore prende il posto dell’esperienza della lettura perché propone una modalità più raccolta, brillante, rasserenante laddove invece leggere esige tempo, chiede di stare all’interno della durata. Spesso non si va ad ascoltare l’autore dopo averlo letto o nella prospettiva di leggerlo, si va ad ascoltare un autore al posto di leggerlo”.
 
Giorgio Vasta
Giorgio Vasta
A questo punto sarebbero infinite le domande da porsi su quello che sta succedendo in questi anni nell’editoria . “A me non interessa censurare il fenomeno, interessa capirlo”, dice ancora Vasta. “Il libro deve essere considerato un pretesto, ciò che innesca l’incontro tra lettori sempre più ipotetici e autori che non vengono letti o invece può essere considerato ancora come elemento centrale in grado di creare questa saldatura, questo contatto?”. Difficile dare una risposta definitiva. Quello che è certo è che i tempi sono complicati e hanno sempre più bisogno di essere interpretati, compresi anche nella loro tortuosità. Anche se comprendere non è mai risolutivo.
“L’atteggiamento iper ottimista o iper gioioso che spesso caratterizza le manifestazioni legate al libro mi colpisce sempre. Sembra rispondere a un bisogno di negazione di quella che è un’esperienza quotidiana che invece per la maggior parte delle persone è un’esperienza di difficoltà, di disagio, per essere eufemistici, qualche volta di vera e propria sofferenza. A me piacerebbe che si riuscisse a ragionare sulle cose con più lucidità possibile, senza ottimismi di maniera, senza la pretesa che le sorti siano magnifiche e progressive”.
 
Ad agitare le acque quest’anno c’è anche la notizia, ormai confermata e digerita, che la tre giorni milanese di Book Pride sarà molto vicina a 'Tempo di libri', la fiera del libro e dell’editoria voluta dall’AIE, che nel 2018 si svolgerà a fieramilanocity dall'8 al 12 marzo. “Book Pride si tiene da tre anni in un determinato periodo dell’anno e ha comunicato prontamente le sue date 2018. E’ legittimo che Tempo di Libri abbia voluto cambiare la sua collocazione sia spaziale che temporale. Ma la scelta di date così ravvicinate tra i due eventi non può essere priva di conseguenze, ovviamente. La difficoltà potenziale che crea è quella di spingere tanto gli editori quanto il pubblico a dover decidere nei termini dell’aut aut dove andare. Nessuno avrebbe voluto che si creasse una circostanza di questo genere. La situazione però è questa. Si tratta adesso di non subirla ma di interpretarla cercando di capire che cosa Book Pride è in grado di fare per dialogare con un pubblico. Non credo abbia senso proporre qualcosa in contrasto con qualcos’altro. Milano è una città sorprendente, “grande” da più punti di vista. Vediamo cosa succederà a marzo...”.
 
Fino ad Aprile siamo sicuri che Giorgio Vasta avrà il suo bel da fare con l’organizzazione di questa edizione di Book Pride. Nel frattempo è anche impegnato, insieme ad Elena Stancanelli con la sceneggiatura del nuovo film di Emma Dante, tratta dallo spettacolo “Sorelle Macaluso”. “Ad aprile spero di tornare a un romanzo che devo e voglio terminare”.
 
“La scrittura è la cosa attraverso cui mi capita in maniera più chiara di fare esperienza del mondo, capisco le cose nel momento in cui diventano linguaggio. Eppure il termine scrittura descrive in parte quello che faccio ma allo stessa tempo è la parola che fa da sintesi a tutto quello che non ho imparato a fare in questi anni. In un certo senso continuo a sentirmi, rispetto alla scrittura, non autorizzato, qualcuno che esiste ai limiti, oltre ai limiti dell’impostura”.
 
 
Giorgio Vasta (Palermo, 1970) ha pubblicato il romanzo Il tempo materiale (minimum fax, 2008, Premio Città di Viagrande 2010, Prix Ulysse du Premier Roman 2011, pubblicato in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Inghilterra), Spaesamento (Laterza, 2010), Presente (Einaudi, 2012, con Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori). Con Emma Dante ha scritto la sceneggiatura del film Via Castellana Bandiera (2013). Collabora con «la Repubblica», «Il Venerdì», «Il Sole 24 Ore» e «il manifesto», e scrive sul blog letterario minimaetmoralia.
 
 
 
 
Schermata 2016-11-02 alle 10.27.08
 

 

Commento

*
*
*