Le librerie che regalano libri

Pubblicato da Rosa Carnevale 16 marzo 2017
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Immaginate di entrare in una libreria, scovare tra gli scaffali un volume che vi piace e portarlo a casa senza pagare un euro. Non siamo in un sogno o nel paese di Utopia ma in centro a Bologna. Libri Liberi, in via San Petronio Vecchio 57, è una delle poche librerie al mondo in cui i libri sono gratis.
 
Ad aprirla quattro anni fa è stata Anna Hilbe, già tra le fondatrici della Libreria delle Donne che ha fatto la storia del femminismo nel capoluogo emiliano. Ex insegnante di lingue, dedita da sempre alla cultura, rimane profondamente colpita scoprendo in un articolo l’esperienza americana di The Book Thing, la prima libreria gratuita nata a Baltimora nel 1999.
 
L’idea della prima libreria gratuita nasce da una discussione in un bar tra il barista appassionato di libri Russell Wattenberg e alcuni insegnanti in cerca di classici per i loro studenti. Il progetto che ne nacque in pochi anni fu quello di creare una distribuzione di libri per studenti in difficoltà economiche. Dal primo, scomodo scantinato, The Book Thing si ingrandisce e diventa un magazzino di quasi settecento metri quadrati con oltre 150mila volumiIl 2 marzo dello scorso anno purtroppo un incendio è divampato in una delle sale della libreria, distruggendo circa un terzo dei libri contenuti. In questo momento The Book Thing è chiusa e non può accettare libri, ma accetta offerte in denaro allo scopo di poter riaprire al più presto possibile.
 
Sulla scia di questa prima esperienza americana e di alcuni spazi simili aperti a Madrid e Barcellona, Anna Hilbe voleva un luogo dove la cultura fosse a disposizione di tutti e i libri continuassero a circolare anche in tempo di crisi. È bastato trovare un piccolo spazio in affitto e qualche volontario che la aiuta a tenere aperto durante la settimana per dare il via al suo progetto in Italia, nel centro di Bologna.
 
Il passaparola e i social network (siamo a due passi da Via Fondazza, dove è nata su Facebook una delle Social Street più attive d’Italia) hanno fatto il resto. Oggi da Libri Liberi passano in molti: dagli studenti della vicina facoltà di Scienze politiche ai senzatetto, dagli appassionati di libri di tutti i generi ai semplici curiosi. Spesso si entra anche solo per scambiare due chiacchiere con la proprietaria, sempre disponibile a dispensare consigli di lettura.
 
Le regole sono poche. “In questa Libreria i libri non si vendono né si comprano. Passano dalle mani di chi li ha letti a quelle di chi desidera leggerli”, è il motto di Libri Liberi. A differenza della classica biblioteca, non c’è nessun obbligo di restituire i libri, né di donarne o scambiarne come nel bookcrossing. Meglio però non prendere più di tre volumi alla volta, per dare a tutti la possibilità di portarsi a casa un po’ di buone letture.
 
I libri arrivano da chi svuota casa per un trasloco, da chi si vuole disfare dei testi di esami già dati o dei vecchi classici che in casa non guarda più nessuno da molto tempo. Così, in questo angolino nel centro di Bologna, si può trovare di tutto: dagli albi illustrati per bambini ai libri di viaggio, dai romanzi di Stefano Benni ai trattati aristoteliciE se si cerca un volume in particolare basta segnare il proprio nome e il libro desiderato su un quadernino. Se il testo passerà mai da Libri Liberi verrete avvisati. Sono bastati pochi anni per creare un vero e proprio fenomeno.
 
La generosità è contagiosa e sulla scia dell’esperienza bolognese sono già nate in Italia altre librerie gratuite. Dalla Calabria a Trieste. L’ultima in ordine di apertura, infatti, è Libribelli di Giorgio Cescutti. Venti metri quadri in Via Risorta 12 inaugurati a dicembre dello scorso anno. Qui, sopra gli scaffali della piccola stanza campeggia, scolpita nel legno, la targa con il nome della Libreria, “LIB RI BELLI”.
 
Libri belli o libri ribelli, un inno alla bellezza della cultura o un’esortazione a ribellarsi alla logica del denaro e del profitto a ogni costo. Qui i libri non si comprano e non si vendono, si regalano. Lo ricorda anche il timbro apposto su ogni volume, prima che ogni libro intraprenda il suo lungo viaggio di libertà.
 
 
 

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