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Una volta sul mio blog – ormai chiuso - ho scritto un post dal titolo “Tutto quello che ho capito dell’amore”, nel testo non c’erano parole, e come immagine avevo messo una fotografia completamente bianca, cioè dello stesso colore dello sfondo del blog. Molte persone mi hanno scritto in privato, o fra i commenti, informandomi che l’immagine non si caricava, che non riuscivano a visualizzarla, poi piano piano qualcuno ha capito…

Ecco, dell’amore sono disposto ad accettare il fatto che possa essere spiegato e definito solo in un range di parole che va da zero a infinito. Qualunque altro numero, fosse anche il più grande mai pensato dall’uomo o dai computer, sarebbe svilente e limitante. Servirebbe a raccontare qualcosa di piccolo, senza respiro, e renderebbe il tentativo di definizione fasullo. O nessuna o tutte le parole. Stessa cosa vale per gli ingredienti di un romanzo nel quale l’amore gioca un ruolo chiave. Servono tutti e nessuno.

Che poi, dài, l’amore è sempre al centro di ogni storia, anche quando non ci sembra, anche quando nessuno lo dice, anche di quelle di cui nessuno parla, anche di quelle che nessuno racconta. Qualche volta si nasconde negli angoli poco illuminati, per farsi cercare, altre dietro parole non dette, per rendersi ambiguo. Qualche volta l’amore si crede odio e si perde nel risentimento e nella rabbia. Altre ancora, dopo una carezza, ritorna con forme e nomi diversi. E ti salva. O ti uccide.

In Alta Fedeltà, uno dei miei romanzi preferiti, riferendosi a Laura, Rob dice: “se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima”. Ecco, qualche volta l’amore addirittura arriva, ma tardi, tanto tardi da non poterci nemmeno più incasinare la vita. Bel casino!

Io credo che la via migliore di raccontare una storia d’amore sia farlo nel modo più sincero possibile. Tutto qui. Ecco l’unico ingrediente fondamentale da tenere a mente quando si narra di sentimenti.

Raccontare una storia d’amore a qualcuno, è un po’ come baciarla, quella persona, se non ti piace si sente. Se non la ami si percepisce. Senza trasporto non c’è emozione. Un bacio dato tanto per darlo non lascia il segno nel cuore di nessuno. Non si fa ricordare…

Essere autentici è la nostra unica chance per tentare di parlare d’amore senza cedere il passo alla banalità. Pastorale Americana è uno di quei romanzi che mi ha lasciato un segno nel cuore e nella testa pur non essendo inquadrato nei romanzi del genere, ricordo di aver pensato che in quelle pagine, l’amore, è in ogni riga, in ogni sfumatura, nascosto dentro la rabbia, declinato nella ribellione, dissolto nella destabilizzante scoperta che non possiamo controllare nulla di ciò che ci circonda, tantomeno gli affetti più cari, come invece ci illudiamo di credere. L’amore qualche volta ha bisogno di perdersi per farsi ritrovare, ha necessità di morire per poi rinascere, come la Metamorfosi kafkiana di Gregor che lo trasforma in qualcosa di respingente, di diverso, anche lì c’è amore, ma è perso, rinnegato.

Ecco, io l’amore lo vedo in ogni storia, soprattutto in quelle nelle quali pare non essercene traccia, quelle nelle quali sembra dimenticato, quelle sono le storie più affamate d’amore…

 

Roberto Emanuelli è uno scrittore. Il suo primo romanzo, "Davanti agli occhi", è uscito nel 2016 per Edizioni Efesto. Il 27 Aprile uscirà il suo nuovo romanzo, "E allora baciami", pubblicato da Rizzoli. 

 

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